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Per valutare i migliori condizionatori e poter scegliere con cognizione di causa bisogna considerare alcune caratteristiche, tra cui la classe energetica, i consumi, la certificazione, il rumore, il costo, la tecnologia dell’impianto.

Ecco un breve elenco di fattori da esaminare:

classe energetica e consumo energetico: i due concetti vanno di pari passo; la classe energetica è la suddivisione della scala di consumi degli elettrodomestici, e quindi anche dei condizionatori, regolata dall’Unione Europea. Al consumo annuale in kWh corrisponde una classe di efficienza energetica. Questa è la scala: AA=ottimo, A=buono, B=più di medio, C=medio; D=mediocre; E=basso; f=molto basso; G=pessimo. Più la classe energetica è alta, minori saranno i consumi (e di conseguenza la bolletta sarà più economica). Per i condizionatori, di solito quelli di classe AA-A-B sfruttano la tecnologia inverter; le classi inferiori invece utilizzano il meccanismo on-off.

certificazione e costo: anche in questo caso di regola i due termini sono correlati: maggiore è la certificazione, che corrisponde all’alta classe energetica dei condizionatori, maggiore sarà il costo. Ma più che di una spesa, in questo caso si tratta di un investimento, poiché il condizionatore sarà più efficiente e consumerà meno, quindi tutto questo si tramuterà in un taglio dei costi della bolletta.

raffreddamento: misurata in Btu/h o in kW, la capacità di raffreddamento ha un valore alto se l’impianto è potente.

rumore: per quanto riguarda questo aspetto, di solito i condizionatori portatili sono più rumorosi rispetto a quelli fissi. Nei condizionatori di ultima generazione la rumorosità è ridotta al minimo; sono inoltre dotati di timer e termostato per programmare accensione e spegnimento dell’apparecchio anche quando si sta fuori casa

fluidi refrigeranti: è importante controllare il tipo di fluido refrigerante previsto quando si acquista un condizionatore, per non rischiare di scegliere un impianto che diventerà illegale nel giro di qualche anno. Bisogna scegliere solo i condizionatori che contengono i fluidi R134, R410A, R407C.

condizionatori mobili e fissi: di base, un condizionatore portatile costa più di uno fisso e ha consumi maggiori, però non ha bisogno di essere installato da tecnici. La scelta migliore resta quella del climatizzatore fisso.

tecnologia inverter e on-off: i condizionatori inverter utilizzano la cosiddetta tecnologia modulante, che sfrutta la potenza necessaria per ottenere la temperatura richiesta; nel momento in cui l’ambiente raggiunge la temperatura impostata, la macchina non si spegne, ma continua a funzionare per tenere stabile quel valore; in questo modo i consumi sono minimi perché non ci sono grandi cambiamenti di temperatura. La tecnologia on-off è più semplice ma fa aumentare i consumi, infatti il condizionatore raggiunge la massima potenza quando viene acceso e si ferma quando raggiunge la temperatura programmata.

pompe di calore: sono gli apparecchi in grado sia di riscaldare che di raffreddare; queste macchine sono in grado di trasferire calore da un ambiente a temperatura più bassa a un ambiente a temperatura più alta e viceversa attraverso l’energia elettrica. Le pompe di calore sono perfette se il locale da climatizzare non supera i 50 metri quadrati. Di recente si stanno diffondendo i condizionatori a pompa di calore, utili anche d’inverno. Il merito è anche delle agevolazioni fiscali previste per questo tipo di impianti.

Condizionatori e detrazione 65%

Le pompe di calore, e quindi anche i condizionatori che utilizzano il meccanismo della pompa di calore, possono beneficiare della detrazione fiscale del 65% prevista per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Questa agevolazione fiscale resta valida fino al 31 dicembre 2015.

Condizionatori e detrazione 50%

Se non si tratta di pompe di calore, ma di apparecchi che sfruttano altre tecnologie, per l’acquisto e l’installazione di condizionatori è prevista la detrazione fiscale del 50%per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Questo bonus fiscale è valido fino al 31 dicembre 2015. Quando si interviene sulle singole unità abitative, sono agevolabili: la sostituzione degli apparecchi anche con condizionatori di diverso tipo e la nuova installazione di singoli elementi, purché si tratti di opere finalizzate al risparmio energetico. Per gli interventi sulle parti condominiali degli edifici, la detrazione del 50% è valida per la sostituzione di condizionatori anche con altri di diverso tipo e per la riparazione o nuova installazione di singoli elementi.

Durante la manutenzione della cucina a gas è fondamentale anche eseguire una corretta pulizia, sia per ottenere un’adeguata igiene, sia perché le parti di cibo che fuoriescono durante la cottura possono creare delle ostruzioni e risultare quindi pericolose.

Per una buona pulizia della macchina a gas esistono ovviamente sul mercato diversi prodotti, molto efficaci e specifici per qualsiasi esigenza. Tra questi, sono estremamente utili gli sgrassatori, disponibili anche in versione profumata.

In alternativa, per chi ama il fai da te e vuole avere un occhio di riguardo per l’ambiente, è possibile utilizzare rimedi naturali. Tra questi, il più efficace è sicuramente la classica miscela di acqua ed aceto bianco, adatta anche come anticalcare sia per superfici in acciaio inox che smaltate.
Ampolla di aceto
In ogni caso, per pulire correttamente le superfici della macchina a gas, eliminando lo sporco e soprattutto senza lasciare antipatici aloni, bisogna seguire dei precisi passaggi. Per prima cosa, bisognerà distribuire, servendosi di uno spruzzino, il detergente prescelto ed attendere qualche minuto affinché agisca sullo sporco.

Successivamente si dovrà strofinare la superficie con una spugnetta ruvida fino a quando tutte le incrostazioni non saranno state eliminate, per poi sciacquare con l’aiuto di una spugnetta morbida da cucina. Nel caso la superficie da lavare sia in acciaio inox, si potrà completare la pulizia con un anticalcare. Infine, per asciugare, si potrà utilizzare della carta da cucina, utile per evitare di lasciare antiestetici aloni.

Per un’adeguata manutenzione, la cucina a gas deve essere controllata e pulita sia esternamente che internamente in modo frequente. Per prima cosa, sarà necessario togliere i bruciatori del gas e controllarne i fori. Se occlusi, andranno riaperti con l’aiuto di un semplice stuzzicadenti.
Fornello a gas
Tutti i bruciatori dovranno poi essere immersi in una soluzione d’acqua e solvente specifico per il grasso. A questo punto, andranno allentate le viti che tengono fermo il piano superiore della macchina.

Quest’ultimo andrà quindi completamente tolto e pulito. In questo modo, rimarranno scoperti e visibili tutti i condotti del gas. Con l’aiuto di un aspiratore sarà necessario ripulire la parte interna, lavandone poi la superficie con prodotti specifici. Dopo essersi assicurati che ogni residuo di sporco sia stato eliminato, bisognerà quindi controllare la fiamma.

Se infatti questa dovesse risultare troppo debole oppure irregolare, sarà il caso di intervenire sul regolatore del gas. Per fare ciò, si dovrà togliere la manopola di comando, che può essere a pressione oppure fermata attraverso una piccola vite.
Fiamma a gas
Tolta la manopola, si potrà intervenire sulla vite di regolazione rimasta scoperta, ruotandola con l’aiuto di un cacciavite fino a quando la fiamma non avrà una potenza adeguata.

Nel caso invece di una fiamma irregolare, sarà il caso di intervenire sull’ugello collocato sulla parte superiore dell’erogatore, svitandolo e pulendone il forellino da cui fuoriesce il gas, magari servendosi di un ago da cucito.

Per verificare se l’operazione ha avuto l’effetto sperato, bisognerà poi ricollocare l’ugello e fare una prova accendendo la fiamma. Una volta sistemato l’interno della macchina, si potranno rimettere a posto tutte la parti che erano state tolte. Prima di rimettere i bruciatori al loro posto, bisognerà assicurarsi che siano stati perfettamente sgrassati dal solvente per poi strofinarli ed asciugarli perbene.

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